
Bundeskanzleramt - Cancelleria federale
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Storia
Sulla Sprea, dove il Muro un tempo divideva la città a metà, gli architetti hanno costruito un cubo così immenso da poter inghiottire otto Case Bianche.
Questo è il Bundeskanzleramt. Millenovecentonovantuno: Berlino ha scelto di riportare la capitale da Bonn. Avevano bisogno di un simbolo, non solo di un ufficio.
Axel Schultes e Charlotte Frank lo hanno progettato per essere trasparente - vetro ovunque, nessun nascondiglio. All'interno del cubo, la luce inonda i corridoi come una confessione.
I berlinesi lo chiamano una lavatrice. Guarda la curva, il modo in cui si piega - è esattamente un tamburo che gira nel ciclo di centrifuga.
Nel cortile si trova una scultura in bronzo di Eduardo Chillida, un artista basco. Due metà metalliche si fronteggiano - tendendo verso l'unità.
Il tutto si estende sulla Sprea su quello che chiamano il Band des Bundes – il Nastro Federale – collegando est e ovest con il governo, con intenzione, con architettura.
Dalla Skylobby, si vede il Tiergarten, la cupola del Reichstag, la città che respira come una sola. Il passato e il presente, finalmente, nello stesso quadro.
Un edificio costruito per dire: ora siamo trasparenti. Ora siamo uniti. Siamo qui.
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